Semi

La stagione degli scambi di semi e’ vicina.

Novembre e dicembre sono il periodo giusto; tutti i frutti sono ormai maturati e c’e’ tempo per organizzarsi prima delle semine di gennaio.

Nella produzione di semi occorre prestare attenzione alla “purezza”.

Quando si coltivano molte varieta’ e non si prendono “precauzioni” il rischio di ibridazioni tra diverse varieta’ e anche diverse specie e’ alto.
Ci sono alcune eccezioni, specie che mantengono la purezza nonostante la promiscuita’, per esempio i C.pubescens (rocoto) e certi wild, ma in generale non si puo’ mai sapere da dove arriva il polline che feconda i fiori.
Le api viaggiano anche per km!
Nelle linee guida per la produzione di semi puri di qualita’ su un documento del Chile Pepper Institute (NMSU) si parla di una distanza minima (se non ricordo male) di oltre 3 km da altre varieta’!

Quando il polline di una specie o varieta’ cade sul pistillo del fiore di un’altra, il frutto generato mantiene le caratteristiche della pianta “madre”, ma i semi in esso contenuti generano l’anno successivo piante con caratteristiche intermedie (ibridi F1) e l’anno successivo possono manifestarsi caratteri instabili (ibridi F2).

Questo processo di rimescolamento dei caratteri puo’ essere divertente e produrre qualcosa di interessante; infatti e’ la base di partenza per selezionare nuove varieta’.
Tuttavia in generale chi semina determinate varieta’ ha delle aspettative e puo’ non gradire sorprese; raccogliere frutti rossi da una pianta di h.chocolate (come mi e’ successo quest’anno) puo’ essere deludente.

Le tecniche per produrre semi “puri” sono varie, tutte basate sull’ “isolamento” dei fiori, in modo da essere certi che la fecondazione e’ effettuata con polline della stessa pianta o addirittura dello stesso fiore.
I due metodi piu’ comuni tra gli hobbysti utilizzano il tessuto non tessuto (tnt) e il vinavil.

La tecnica con il vinavil consiste nel ricoprire singoli boccioli (chiusi) con un cappuccio di colla vinilica.
Generalmente si prepara un po’ di colla su un piccolo recipiente e si “intingono” i boccioli, avendo cura di incollare solo i petali e non il calice.
Qualcuno pratica poi un piccolo foro sul cappuccio per garantire un ricambio d’aria, anche se in questo modo c’e’ la remota possibilita’ di ingresso di polline estraneo.
Nel cappuccio di colla il fiore non si puo’ aprire e la fecondazione del pistillo avviene necessariamente con il polline dello stesso fiore.
Il piccolo frutto sviluppandosi spinge via facilmente il cappuccio di colla.
Questo metodo ha una percentuale di successi piuttosto scarsa; normalmente circa un 10% dei fiori allega, ma la percentuale sembra molto minore per i fiori trattati con vinavil.
Il pericolo maggiore e’ sicuramente il caldo; un fiore coperto di colla con temperature esterne oltre 30 gradi e’ chiaramente a rischio “cottura”.
Probabilmente il metodo e’ praticabile solo in primavera e autunno.
Anche la pioggia puo’ creare problemi, sciogliendo la colla prima della fecondazione.

La tecnica con tnt e’ piu’ sicura; consiste nel chiudere in sacchetti fiori, rami o intere piante.
Prima di posizionare i sacchetti occorre eliminare dai rami tutti i fiori gia’ aperti (potrebbero essere gia’ fecondati) e tutti i frutti; questi ultimi possono eventualmente essere “marcati” per riconoscerli come non puri.
Il tnt si trova facilmente presso i ferramenta piu’ forniti; quello utilizzato e’ generalmente da 17 gr/mq.
Per rami o piccole piante e’ comodo preparare dei sacchettini rettangolari.

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Per piante intere e’ disponibile in commercio anche tnt tubolare di grandi dimensioni, molto comodo da utilizzare.

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Anche nel tnt l’allegagione e’ spesso ridotta, sia per l’assenza del prezioso lavoro delle api sia per l’eccessivo innalzamento di temperatura nelle giornate piu’ calde.
Per ovviare alle alte temperature e’ preferibile tenere le piante con sacchetti in tnt non in pieno sole o applicare i sacchetti in primavera o autunno.
La primavera sembra una scelta migliore perche’ c’e’ tempo per correggere eventuali errori e i semi dei primi frutti dovrebbero anche essere piu’ vitali.
In autunno c’e’ sempre il rischio di non riuscire a far maturare i frutti isolati.
Per quanto riguarda il lavoro delle api … se si utilizzano sacchetti di grandi dimensioni e’ possibile introdurre api nei sacchetti, ovviamente catturandole lontano dalle altre piante di peperoncini, altrimenti potrebbero gia’ essere “sporche” di polline indesiderato (non mettetevi a ridere, l’ho fatto davvero!)

Per facilitare l’impollinazione e’ anche possibile aprire temporaneamente i sacchetti e trasferire manualmente polline sui pistilli con l’aiuto di un pennellino, cotton-fioc umido o … parti del corpo di api (di nuovo, non mettetevi a ridere, l’idea non e’ mia; so da fonte certa che al Chile Pepper Institute hanno vaschettine piene di zampe e toraci di api).

In entrambi i casi (tnt e vinavil) i frutti puri sono segnati per identificarli al momento del raccolto; io utilizzo un pezzettino di lana legato attorno al picciolo.

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7Pod puri (i rametti che sono stati nel sacchetto si riconoscono subito per le foglie accartocciate)

 

Qualunque sia il metodo scelto, produrre semi puri e’ impegnativo e la produzione e’ generalmente limitata, soprattutto per le varieta’ che contengono spesso pochi semi per frutto (per esempio i Naga).
L’allegagione in ambiente isolato e’ sempre difficoltosa ed e’ necessaria una certa dose di fortuna; a volte quando si aprono i sacchetti … non si trova proprio nulla 🙁
A meno di uno sforzo notevole, e’ difficile fornire semi puri di una varieta’ a piu’ di una decina di persone.
Il processo di diffusione di una varieta’ nuova o rara potrebbe seguire una progressione, assumendo che ognuno distribuisca semi ad altrettante persone l’anno successivo … 10 il primo anno, 100 il secondo, 1000 il terzo ecc.

C’e’ sempre da diffidare di chi distribuisce semi a destra e a manca in grandi quantita’, sia per scambi che a pagamento (come certi venditori su eBay).
Purtroppo anche siti specializzati nella vendita di semi forniscono a volte “bufale” clamorose, varieta’ diverse da quanto dichiarato, in certi casi addirittura di specie diverse!

In considerazione delle difficolta’ a produrre semi puri, penso che non abbia molto senso produrne di varieta’ per cui sono disponibili fonti “sicure”.
Per esempio e’ possibile acquistare semi puri “originali” di Dorset Naga e Bhut Jolokia rispettivamente da http://www.reallycoolseeds.co.uk/ e dal Chile Pepper Institute, a costi ragionevoli.

Dopo questa lunga spiegazione (ben nota a chi coltiva da un po’ di tempo) non resta che organizzarsi per gli scambi.

A breve, appena completata la maturazione di tutti i frutti isolati, pubblichero’ una lista delle varieta’ per cui dispongo di (pochi) semi puri e una lista (ben piu’ lunga) per i semi non puri, disponibili invece in grandi quantita’.
Chi e’ interessato puo’ contattarmi all’indirizzo claudio chiocciola eurekasas1.191.it
(sostituite la parola chiocciola con il relativo simbolo senza spazi prima e dopo, lo scrivo staccato per evitare che l’indirizzo sia catturato da programmi automatici di invio spam).

Come dovrebbe essere evidente da quanto ho scritto sopra, i semi puri di alcune varieta’ particolari saranno per pochi; in particolare i semi puri del mitico 7Pod sono praticamente gia’ tutti impegnati (ma molto dipende da quanti semi trovero’ nei frutti una volta maturati).

Alcuni consigli per gli scambi di semi …

E’ corretto indicare sempre se si tratta di semi puri o meno.

E’ anche sempre bene dichiarare eventuali malattie batteriche, virali o fungine delle piante da cui sono ricavati semi; c’e’ il rischio di trasmissione di tali malattie attraverso i semi ed e’ quindi giusto che chi li riceve sappia di correre dei rischi.

E’ preferibile mantenere separati i semi non puri per singolo frutto; se da un frutto nascono piante “pure” (o altrimenti interessanti) e’ possibile risalire a tutti i semi di quel frutto, che a quel punto possono essere considerati puri (o interessanti).

Un minimo di cortesia e’ sempre doveroso nelle richieste (verso chiunque), soprattutto se non si hanno semi da scambiare.
Mi e’ capitato anche di recente di ricevere richieste in stile “ordine cliente”, senza nessuna formula di cortesia, nessun ringraziamento, nessuna proposta di scambio 🙁

Solo un accenno, per chiudere, alla pratica delle ibridazioni “volute”.
Ci si puo’ divertire a incrociare di proposito diverse varieta’/specie per vedere cosa ne esce.
L’anno prossimo ho intenzione di effettuare qualche esperimento.
Il mio sogno e’ riuscire ad ottenere un frutto speciale, scuro e piccantissimo … un Naga chocolate 🙂

Il prossimo capitolo: conservare i semi.

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La coda dello Scorpion “puro” 🙂
Semiultima modifica: 2007-10-27T02:15:00+02:00da nagalone
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