Mostra Mercato del peperoncino all’azienda Stuard

Una splendida giornata di sole ha accolto centinaia di partecipanti alla decima edizione della Mostra Mercato del peperoncino all’azienda Stuard di Parma, domenica 14 ottobre.

Come ogni anno appena si arriva in azienda si e’ subito catturati  dalla quantita’ e varieta’ di frutti colorati, piante, rami recisi e composizioni in bella mostra.

L’esposizione di peperoncini in ordine crescente di piccantezza attira subito gli appassionati, soprattutto verso il “fondo-scala” dove quest’anno per la prima volta troneggiavano Naga Morich, Bih jolokia e Bhut jolokia (con la dicitura “piccantezza esagerata” sul sacchettino).

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Spettacolari le composizioni; la “torta” nella prima foto e’ opera di Manuela Lavado … un capolavoro!

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Presenti come al solito vari rivenditori di prodotti a base di peperoncino, tra cui Maurizio di Ca’d’Alfieri con centinaia di vasetti di salse, marmellate e altre delizie.

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Sempre affollato anche lo stand per la vendita di piante; i proventi sono in parte devoluti alla Lega italiana lotta contro i tumori.

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Momento centrale della manifestazione sono sempre le due visite guidate in campo, quest’anno rese agevoli dal terreno perfettamente asciutto.
Il colpo d’occhio sulle piante e’ sempre mozzafiato.

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Sempre precise ed esaurienti le spiegazioni del dottor Mario Dadomo, orgoglioso di poter definire la sua coltivazione “la piu’ grande collezione di peperoncini ornamentali al mondo”.

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Nel primo pomeriggio e’ arrivata anche una troupe di una televisione locale per un servizio sulla manifestazione, in onda prossimamente nel corso di una rubrica dedicata all’agricoltura.
Non vi diro’ di che TV e rubrica si tratta perche’ Dadomo mi ha combinato lo scherzetto di farmi intervistare in qualita’ di “esperto di super-hot peppers” … sono sicuro che sara’ uno spettacolo pietoso 🙁
Comunque dopo questa e altre piccole soddisfazioni nella giornata il mio Ego, gia’ abbastanza sviluppato, e’ cresciuto di una buona spanna … 🙂

Dopo la visita in campo del pomeriggio, e’ stato proiettato il filmato “Processo al peperoncino” realizzato da RaiSat e Gambero Rosso, conclusosi naturalmente con la piena assoluzione.

In chiusura della splendida giornata si e’ tenuta una tavola rotonda sugli aspetti medici legati al consumo di peperoncino (e non solo).

Relatori il prof. Antonio Frattini (dirigente medico dell’Unita’ Operativa di Urologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma), il prof. Angelo Gnudi (gia’ direttore dell’Istituto di Endocrinologia dell’Universita’ degli Studi di Parma) e il prof. Fabrizio Lazzari (biochimico alimentare). Presente anche il dr. Renzo Catelli, vicepresidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori.

I medici hanno chiarito come  non ci sia alcuna prova scientifica a sostegno delle recenti preoccupanti notizie sul coinvolgimento del peperoncino come concausa per il tumore alla prostata.
La capsaicina e’ invece un principio attivo molto promettente in svariati settori della ricerca medica, sia per le sue proprieta’ antidolorifiche che per la sua capacita’ (in fase di studio) di uccidere selettivamente cellule “alterate” (incluse quelle tumorali).
Naturalmente il consumo di peperoncino deve essere sempre “moderato” perche’ la capsaicina ha comunque un effetto irritante sulle mucose e sullo stomaco.
Da un punto di vista strettamente medico l’assaggio di super-hot “puri” e’ stato definito “sport estremo” 🙂

Interessantissimo l’intervento del prof. Lazzari che ha trattato in modo esauriente le principali sostanze attive presenti nel peperoncino.
Oltre a quelle ben note (vitamina C in abbondanza e ovviamente capsaicina) ne sono presenti un numero impressionante; dagli oli essenziali che ne determinano l’aroma, alla pirazina responsabile della sensazione di “indigeribilita’” dei capsicum, ai carotenoidi responsabili del colore arancio-rosso.
Riguardo ai colori l’esperto, a bocca aperta dopo la visita in campo, ha rilevato che l’elenco dei coloranti naturali descritti in letteratura per il genere capsicum e’ forse incompleto … 😉

E’ da notare che, mentre la capsaicina e’ stabile a temperature anche molto elevate, gran parte delle altre sostanze sono perse irrimediabilmente con l’essicazione, anche a bassa temperatura.
Se si superano i 35° non ci sono poi grandi differenze nell’alterazione delle sostanze almeno fino a 70°.
Questa informazione e’ in accordo con i risultati sperimentali di un piccolo test che ho effettuato approfittando della presenza di tanti amatori; ho fatto “annusare” a molti polvere di fatalii da due vasetti essiccati a temperature diverse (>70° e <50°), senza fornire indicazioni sulle differenze … contrariamente alle attese, la polvere essiccata piu’ in fretta a temperatura maggiore e’ risultata preferibile.

Adesso basta con le chiacchere, passiamo alle foto …

Prima alcune varieta’ interessanti per la piccantezza, l’aroma e il gusto:

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Habanero orange, il vero “habanero”
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Habanero rosso 1 “scorpionizzato”, un classico piccantissimo dell’azienda Stuard, probabilmente con qualche relazione con il T.Scorpion
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Habanero white
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Cumari, un C.chinense piccolo, ma piccantissimo
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Jamy, un’altra creazione Stuard, carnoso e saporito, ottimo in insalata
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Putapariò, un Capsicum chacoense;
il nome deriva da una colorita e facilmente intuibile esclamazione che puo’ sfuggire a chi lo assaggia (in spagnolo)

Alcuni ornamentali:

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Per chi ama le piante “scure” … c’e’ di che lustrarsi gli occhi 🙂

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Violetta, un classico Stuard
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Black cuban
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Black Pearl
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Ancora Black pearl, baciato dal sole …
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Traviata, una stupenda selezione creata dal dottor Dadomo
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Ancora un dettaglio della varieta’ Traviata

Un ringraziamento speciale a Marco Budinis che mi ha riempito di regali e semi; graditissima in particolare una piantina di Capsicum tovarii, un piccolo raro gioiello da far crescere con mille cure …

Chiudo con un “grazie” di cuore al dottor Mario Dadomo, sempre disponibile e competente; la sua stima e la sua amicizia sono per me un grande onore.

Mostra Mercato del peperoncino all’azienda Stuardultima modifica: 2007-10-16T02:55:00+00:00da nagalone
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